Incontro didattico QUANDO PENSI “ANCHE IO POTEVO FARLO” MA IN VERITÀ SI TRATTA DI ARTE CONCETTUALE

di Elena Hoxha

L’anno di fondazione  dell’ Arte Concettuale è il 1917. Per l’esattezza il 10 aprile 1917, giorno dell’apertura, a New York, della mostra curata dalla Society of Indipendent Artist nelle sale del Grand Central Palace sulla Lexington Avenue. E in cui avrebbe dovuto essere presentata la “Fontana” che Duchamp, membro della stessa società organizzatrice, aveva inviato al comitato direttivo sotto false generalità; un orinatoio di porcellana bianca, firmato R. Mutt, che non verrà esposto – perché reputato poco consono – e che in seguito andrà perso, ma che comunque diventerà l’opera capace di cambiare radicalmente la storia dell’arte.

Partiamo con Konrad Fischer e Rolf Wederer nella mostra inaugurata nell’ottobre del 1969 allo Stadtisches Museum di Leverkusen, è stata la prima rassegna museale precisamente dedicata al tema dell’arte concettuale. Tutta l’arte è concettuale ed è espressione e realizzazione di pensieri e idee, ma da sola non produce un’opera d’arte. Le tecniche e i materiali sono mutati e la capacità di conoscerli e di padroneggiarli è sempre fondamentale. Forse chiamarla artigianalità o manualità non è corretto, ma il concetto è simile.

Le prime esperienze “concettuali” furono rappresentate dai movimenti Neo-Dada e Minimal Art tra gli anni Cinquanta e sessanta. Jasper Johns e Robert Rauschenberg, divennero in seguito esponenti di primo piano della Pop Art, è stata caratterizzata dall’uso di oggetti presi dal quotidiano e inseriti all’interno dell’opera d’arte.

Alcuni intellettuali verso la metà degli anni Sessanta si stufarono di oggetti e volti proposti dalla Pop Art. Questa “reazione allergica” fece nascere nuove proposte che andarono nella direzione di un’arte fredda, assolutamente slegata da qualsiasi tipo di suggestione visiva. Stiamo parlando di una serie di esperienze diverse che vanno sotto il nome generico di arte concettuale.

Oggi una questione ancora aperta

Una forma di comunicazione in cui gli oggetti diventarono così poco importanti da sparire del tutto.

Tutto viene ridotto a “semplici” idee, si perché l’arte concettuale significa proprio arte di concetti, cioè una serie di azioni puramente mentali.

Gli artisti concettuali hanno lo spasmodico obiettivo di mettere in risalto l’idea, rispetto all’oggetto.

L’arte concettuale nasce anche da motivazioni sociali e politiche, in quanto negano il prodotto, prevalentemente legato al consumismo e di conseguenza anche il capitalismo che su esso si fonda.

Alcuni importanti artisti concettuali: Jan Dibbets, Dan Graham, Douglas Huebler, On Kawara, Joseph Kosuth, Sol LeWitt, Edward Ruscha, Lawrence Weiner, John Baldessari, Robert Barry, Mel Bochner, Alighiero Boetti. Marcel Broodthaers, Stanley Brouwn, Daniel Buren, Victor Burgin. Hanne Darboven.

Ricordiamo che gli artisti precursori dell’Arte Concettuale si trovano nella Corrente francese Dada interpretata da Marcel Duchamp, Man Ray e Francis Picabia.

Il primo esempio di Arte Concettuale nel contesto dell’arte contemporanea: il primo artista ad aver usato la definizione “concettuale” per definire il suo programma artistico è stato l’artista americano Joseph Kosuth.

 

Joseph Kosuth lo ha usato verso la metà degli anni Sessanta per definire il suo obiettivo di un’arte fondata sul pensiero e non più su un ormai frainteso ed equivoco piacere estetico.

Nel 1961, appare in Inghilterra la corrente Fluxus che nella evoluzione della sua filosofia trasforma “tutto è arte” in “non-arte” ed in “anti-arte”, portando gli artisti verso la totale libertà dallo status dell’arte.

 

Da questi primi movimenti cresceranno:

  • l’Arte Povera
  • a Body art
  • la Land Art o Earth Art
  • la Narrative Art
  • l’Environment