La Grafica

Il termine “grafica” deriva dal latino “ars grafica” cioè tecnica dello scrivere.
La grafica è un tipo particolare di disegno che si occupa di forme astratta, costruite su figure geometriche, ma anche di forme concrete, come fiori o animali, utilizzando una forma molto lineare e stilizzata.
Alcuni artisti scelgono questa tecnica per divulgare le loro opere su larga scala.
Le tecniche grafiche sono molteplici.

LA TECNICA DELL’ACQUAFORTE

L’acquaforte (in latino aqua fortis) anticamente designava l’acido nitrico, che veniva impiegato per incidere arabeschi ed effettuare meticolose decorazioni di armi, armature e tanto altro. Infatti, le origini di questa tecnica risalgono al lontano Medioevo e in un primo tempo non veniva impiegata dagli artisti.

Dopo qualche secolo molti esponenti del mondo pittorico iniziarono ad impiegarla, con immediate ripercussioni nel mondo dell’arte.

È una tecnica incisoria diretta e calcografica molto diffusa, che consiste nel corrodere una lastra di metallo (zinco di solito; rame per grandi tirature, come nel passato) con un acido, per ricavarne immagini da trasporre su un supporto (carta normalmente) per mezzo di colori.

E’ la tecnica più usata come via espressiva dagli artisti di tutti i tempi, per il suo essere non soggetta a regole ferree e perché offre la possibilità di intervenire sulla profondità e lo spessore dei segni, consentendo infinite possibilità espressive e formali.

Grazie all’acquaforte l’artista può liberare al massimo la propria creatività.

LA TECNICA DELL’ACQUATINTA

L’ acquatinta è una incisione indiretta e può essere considerata una variante tecnica dell’acquaforte poiché le corrosioni avvengono con l’aiuto di un acido. Il procedimento è identico a quello descritto per l’acquaforte, ma con effetti simili all’acquerello, ottenuti con una lastra granulata.

L’acquatinta è una tecnica di carattere tonale: anziché formare l’immagine attraverso una serie organizzata di segni, realizza aree di intensità e forma controllata. Per fare ciò si interviene sulla matrice con uno speciale trattamento che riesce a corrodere la superficie della lastra determinando rugosità che trattengono l’inchiostro di stampa ; tale rugosità viene detta granitura. Il grado di granulazione, che è la principale caratteristica di questa tecnica, si esegue gettando sopra la lastra riscaldata granelli di bitume, che fondendo immediatamente, vi aderiscono formando un fondo più o meno denso.

Xilografia o silografia

Il nome deriva da dal greco “xilon” legno, e “graphia” scrivere. Tecnica in rilievo, in pratica è un ” timbro ” ottenuto da una lastra il legno molto denso, come il bosso, il noce, il pero o comunque un’essenza molto dura e densa. L’artista traccia il disegno sul legno e poi scolpisce con delle sgorbie le parti che devono risultare bianche. il rilievo ottenuto viene inchiostrato e pressato sulla carta che ne riceverà il segno. La matrice di legno può essere tagliata e preparata lungo le fibre detto di filo che crea anche degli interessanti effetti di venatura, detta anche matrice di vena. Oppure preparata con le venature tagliate verticalmente detta di testa o di punta, si ottiene un segno più preciso e compatto.

La peculiarità della silografia di poter ottenere molte copie dello stesso soggetto senza che la matrice si deteriori ha determinato il suo sviluppo nell’illustrazione grafica della prima editoria nell’editoria del passato.

LA TECNICA DELLA LITOGRAFIA

La litografia (dal greco λίθος, lìthos, “pietra” e γράφειν, gràphein, “scrivere”) è una tecnica di stampa chimico-fisica delle immagini. Il procedimento è basato sull’utilizzo di una matrice piana: le parti stampanti e non stampanti sono poste sullo stesso piano. La caratteristica principale è che sulla matrice non viene eseguita l’incisione e che la sua superficie, dopo l’intervento dell’artista, rimane piana e senza graffi. La tecnica della litografia si basa sul principio, già abbastanza noto fin dall’antichità, della repulsione fra sostanze grasse e l’acqua. L’artista disegna sulla pietra con una matita grassa. Prima di stampare, la lastra viene bagnata. L’inchiostro, anch’esso grasso, aderirà solo dove è presente il segno. La tecnica permette all’artista di eseguire l’opera come un normale disegno e di produrre un’enorme quantità di opere, inserendo anche il colore nella fase di stampa.

Il procedimento viene inventato nel 1786 dall’austriaco Alois Senefelder utilizzando una pietra proveniente dalle cave di Solnhofen, cittadina nelle vicinanze di Monaco di Baviera

In Italia viene introdotta attorno al 1805, a Roma, dal trentino G. Dall’Armi.

La litografia venne subito sperimentata da grandi esponenti della pittura quali Daumier, Toulouse-Lautrec, Goya, Redon, per esplorarne le potenzialità espressive.

L’invenzione di questo procedimento, sul finire del XVIII secolo, ha comportato una rivoluzione nel campo delle arti visive: ha messo a disposizione di tutti i pittori un facile mezzo incisorio e portato il colore alla tecnica della stampa, dando così un forte contributo allo sviluppo industriale della riproduzione artistica.

LA LITOGRAFIA A COLORI ( CROMO-LITOGRAFIA)

La tecnica prevede la sovrapposizione delle impressioni di tutte le matrici che concorrono alla riuscita, una matrice per colore.

LA TECNICA DELLA SERIGRAFIA

Il termine “serigrafia” deriva dal latino “sericum” (“seta”) e dal greco “γράφειν” (“gràphein“, “scrivere”).

La serigrafia ebbe probabilmente origine nell’area tra la Mesopotamia e la Fenicia.

In seguito venne introdotta nell’arte giapponese, dove si iniziarono ad utilizzare dei telai in seta, applicando lacche sulla matrice.

La tecnica fu in seguito esportata in Francia.

Il processo serigrafico moderno venne invece ideato da Samuel Simon, nei primi anni del Novecento, in Inghilterra.

L’idea venne poi adottata da John Pilsworth a San Francisco, California, che nel 1914 usò la tecnica serigrafica per comporre stampe multicolore, in modo simile a quello oggi utilizzato.

Durante la Prima Guerra Mondiale la tecnica divenne molto popolare e fu utilizzata come processo industriale per stampare bandiere e stemmi.

Tecnica incisoria che non utilizza matrici lignee ma una pezza di tessuto a trama fine stesa su un telaio, su cui l’artista esegue il disegno con materiali impermeabili o incollandovi sagome di materiali schermanti.

La stampa avviene per colatura dell’inchiostro, steso sul tessuto con una spatola, su un foglio di carta posto sotto il telaio.

Ad oggi la serigrafia è una tecnologia consolidata di stampa industriale, molto utilizzata in tutte le applicazioni in cui sia richiesto un deposito di inchiostro più elevato rispetto ad altre tecnologie di stampa ad oggi disponibili, come la stampa offset, la stampa in flexografia, la stampa inkjet.

LA GRAFICA PUBBLICITARIA

Con grafica pubblicitaria si intende l’arte di progettazione e realizzazione di prodotti per la comunicazione visiva, combinando testo ed immagini in un messaggio visuale da trasmettere con un logo, un cartellone o una brochure.

Nasce con l’ampliamento del commercio di prodotti a sempre maggiore distribuzione, e della comunicazione necessaria alla loro diffusione.