La Scultura

Il termine “scultura” deriva dal latino “sculpere” ed indica l’arte di scavare o svuotare una forma in un materiale duro ( pietra, legno, osso, avorio, arenaria, basalto, calcare, granito, marmo, steatite, ecc ). A questo termine si contrappone quello di “plastica”, dal greco “plasso”, che indica l’arte di modellare una forma con un materiale tenero (argilla, cera, plastilina, stucco, cartapesta). La scultura quindi è l’arte di dare forma ad un oggetto partendo da un materiale grezzo o assemblando tra loro differenti materiali.

Un oggetto si può modellare per sottrazione (“sculpere”), cioè si scolpisce intagliando, incidendo o asportando con uno strumento idoneo parte della materia, oppure per addizione (“plasso”) aggiungendo man mano materia a quella iniziale .

La scultura è una forma d’arte tridimensionale, quindi in diretto rapporto con lo spazio reale, a differenza della pittura che crea uno spazio immaginario su un unico piano.

LA STORIA

La scultura è un’arte molto antica, che si può riscontrare già nel 24000 a.C. con le famose Veneri, figure femminili scoperte in varie zone d’Europa che hanno la caratteristica di avere seno, ventre e glutei ingrossati per rappresentare il potere della donna di creare una vita.

 

In Egitto, intorno al XIV secolo a.C., le figure ritratte erano di solito faraoni ed erano rappresentati in modo solenne, con una postura molto rigida e con una forte schematizzazione delle forme. In Mesopotamia gli stilemi erano ripetitivi, infatti veniva ritratto soprattutto l’uomo come figura terrena. Le rappresentazioni erano scolpite con piccole dimensioni e veniva scolpito con molta accuratezza il viso. La scultura monumentale nacque con i greci.

 

In Italia le civiltà che conobbero eccellenti scultori furono due: gli etruschi e i romani, tutti e due influenzati dall’arte greca.

 

Con l’affermarsi del Cristianesimo ci fu un forte distacco dall’arte pagana, per questo le sculture preferite erano urne e reliquari. Il fiorire del gotico (secoli XII-XV) segnò il ritorno alla scultura a tutto tondo e alla statuaria in tutta Europa. La scultura è fortemente legata all’architettura e diventa un suo completamento. Con il Rinascimento si assiste ad una riscoperta dell’arte classica. In seguito, l’attenzione verso l’anatomia umana porta a risultati sempre più realistici. Nel XV secolo Donatello porta il nuovo gusto nel nord Italia, mentre nel XVI secolo sorge l’astro di Michelangelo Buonarroti, capace di creare forme possenti e dinamiche. Verso la fine del XVI secolo sfocia l’estremo virtuosismo del manierismo in forme più dinamiche. Il XVII secolo è dominato dal barocco, che solo nel XVIII secolo si sviluppa in forme più minute degli stati d’animo ( Rococò ). Sul finire del secolo si scopre lo stile neoclassico, un revival dello stile classico nella sua forma più purista. Tra i maggiori artefici di questo periodo vi è Antonio Canova. Nel XIX secolo, dopo l’avvento della fotografia, la pittura muta la sua natura ed i suoi scopi, portando l’aumento dell’interesse per la pittura a discapito di quello per la scultura. In questo periodo si crea il movimento impressionista e altre correnti artistiche che abbattono i limiti del naturalismo e ritrattismo. L’unico scultore che riesce a farsi strada rimanendo legato al naturalismo è il francese Auguste Rodin. Nel XX secolo ci sono varie correnti che rompono definitivamente le convenzioni della scultura dei secoli passati. Infatti, vi sono correnti che scompongono l’unitarietà della scultura in più sfaccettature, o realizzando quasi dei solidi geometrici riprendendo la pittura Cubista , altre che distruggono il concetto di unicità ed artigianalità dell’opera (i dadaisti, usando oggetti già fatti ad esempio Marcel Duchamp). Altri scultori invece guardano ancora al passato, ritenendolo ancora vitale e di genuina origine d’ispirazione, osservando tutto ciò che ha preceduto l’arte Classica.